Postit

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“Ebbene sì, Il Molise esiste e suona post rock (...) Il bello dei Postit è che il finale della storia lo lasciano immaginare a voi. [AROMA(N)TIC PEOPLE]”
Silvia Garzarella | Rockit

“L’arte dei Postit è pregna della ricchezza del silenzio fragoroso, una versatilità irregolare che si fa performance in ogni istante dell’ascolto, passaggi, frenetismi, esplosioni, scoppi di grazia...” [AROMA(N)TIC PEOPLE]
Max Sannella | Rockon

“L’album mette sicuramente in luce l’indubbio talento compositivo dei Postit, che riescono a non affogare in uno scenario post-rock che pare spesso e volentieri sempre più standardizzato” [AROMA(N)TIC PEOPLE]
Alessio Morrone | Rockshock.It

  

“I Postit sono una band strumentale proveniente dal Molise che aggiorna la lezione della psichedelia e del progressive ai giorni nostri, con fare molto personale ed originale. Questo “Aroma(n)tic people” è un ottimo disco e non tradisce le aspettative: 8 tracce meditative che suggeriscono scenari onirici, sognanti.” [AROMA(N)TIC PEOPLE]
Francesco Lenzi | Audiofollia

“Un disco da ascoltare più volte, un contatto ultraterreno con qualcosa di indefinito, quasi spaziale per certi versi; condensando la storia della musica, intrappolandola e facendola uscire come energia che ci fa sentire vivi.” [AROMA(N)TIC PEOPLE]
IndiePerCui

“Mumble dei Postit è un messaggio in bottiglia con il cielo liminarmente torvo tra Chicago e l'Islanda recapitato a pianeti alieni che verrà letto da una generazione in delay di dieci anni.” [MUMBLE]
Enrico Veronese | Blow Up

“Un album molto interessante, di post rock morbido (venature armoniche jazz, tipo), E in più di un'occasione - giusto per fare un esempio, la traccia “Happy Hour” – seduce davvero.” [MUMBLE]
Damir Ivic | Fuori Dal Mucchio

“I Postit non usano parole nelle loro pennellate sonore, affrontano le pagine immacolate disarmati del concetto esplicito ma grondanti di note e miscele uditive. Lasciano all'ascoltatore la possibilità di improvvisare con il cervello sui loro assoli, sulle loro sessioni di noise miste a puri e semplici ticchettii. Mumble un disco guardabile da molte angolature che non cade mai nel cono d'ombra.” [MUMBLE]
Carlo Tonelato | Rockit

 

“...la tessitura sonora notturna ed evocativa dei Postit...” [MUMBLE]
Luigi Carbone| Rai3

 

“Un disco che le tracce proprio non te ne accorgi quando cambiano e ti sembra un unico pezzo di trentasette minuti che vuole raccontarti qualcosa come nel gioco dei mimi: a bocca chiusa; solo le membrane degli amplificatori come corde vocali.” [MUMBLE]
Michele Perilli | LostHighways

  

“Ottima musica, da ascoltare ad occhi chiusi e a volume più che elevato per non perdersi neanche il minimo fruscio: sarebbe uno spreco fare altrimenti (…) se questa è stata l'opera prima dei molisani Postit, ci si augura che manterranno lo stesso livello anche nel prossimo album. Perché si tratta di un livello certamente sopra la media.” [MUMBLE]
Alfredo Capuano | Notiziario Italiano

 

“Le alternanze di chitarre, loops, basso ed elettronica pongono all'ascoltatore un album assolutamente originale e valido (..) Carico di momenti di attesa e ripartenze eleganti e sensuali (…) davvero un buon esordio per un gruppo di cui si sentirà parlare.” [MUMBLE]
Matteo Visentin | Sound&Vision

 

“Un album che fa pensare grazie alla musica. I 6 brani, completamente strumentali, si caratterizzano dall'alternarsi di momenti calmi e intimi e di passaggi più tesi e “chiassosi” (...) Mumble è un album da ascoltare in assoluto silenzio, per cogliere le singole note e i suoni che lo colorano, per immaginarsi le atmosfere che crea, per riflettere.” [MUMBLE]
Michela 'Mak' De Stefani | MagMusic

 

“I Postit provano a costruire un esoscheletro post-rock a la Mogwai (meno paranoici però), di cui il nucleo interno è composto da molecole di avanguardia jazz che si scontrano con certo progressive nord europeo. È musica che tende a far perdere i contorni del presente (…) ad occhi chiusi si potrebbero immaginare scenari di vita vissuta.” [MUMBLE]

Antonio Capone | SHIVeR

© 2020 by Rafael Nash

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